::: Catalogo :::
 

Chi osserva il mondo con occhi di artista è certamente un privilegiato. Chi osserva la natura con gli occhi intelligenti di Gianna Tuninetti sa anche trasferire emozioni colorate di rara bellezza. Acquarelli che interpretano con competenza e gusto piante e fiori a noi cari. Osservando ogni composizione ci si accorge che non vi è rappresentazione, ma sapienza botanica, amore del bello e anche del "buono". Corolle, frutta, erbe aromatiche diventano messaggi importanti e senza tempo: quasi il rito del ringraziamento.

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Hippeastrum

Dimensioni: Cm. 46x61

Anno: 2007

Descrizione: L’Hippeastrum è una splendida bulbosa, originaria del Sudamerica a fioritura invernale. Normalmente conosciuta come amarillis, semplicemente, non va confusa con l’Amaryllis belladonna, abbastanza simile, decisamente più rustica, che fiorisce in estate ed è proveniente dal Sudafrica. Pianta velenosissima è usata per un estratto mortale in cui le tribù locali immergerebbero le frecce. L’una e l’altra specie, ma in particolare gli Hippeastrum, hanno stimolato gli ibridatori che ne hanno ampliato la gamma dei colori e della forma proponendoli, negli ultimi anni, anche a fiore doppio.

Antirrhinum majus

Titolo: Bocca di leone

Dimensioni: Cm.78x58

Anno: 2003

Descrizione: Antirrhinum majus, definizione botanica della comunissima bocca di leone. Coltivata a scopo ornamentale è una erbacea che riesce a sopravvivere nei posti più strani e nelle condizioni più difficili: in cima a muretti sbrecciati o su cornicioni di case, monumenti, chiese. In via Po, a Torino, da parecchi anni, in primavera, si possono ammirare alcune bocche di leone candide, ai piedi di uno dei due grandi angeli, in preghiera, scolpiti sulla facciata della Chiesa dell’Annunziata. Si stagliano contro il cielo con i loro steli un po’ rigidi. Un piccolo miracolo. Nell’acquerello che presentiamo sono ritratte con rose ‘Mermaid’ a fiore grande, semplice, color zolfo, roselline, a mazzetto, candide, erba stella, lisianto e uva spina: sinfonia di luci primaverili.

Titolo: Ultime bacche

Dimensioni: cm 58x78

Anno: 2001

Descrizione: Ecco una bella composizione di rami e bacche raccolti prima dei geli ed essiccate naturalmente. Possiamo individuare rami di olivella dalle foglie grigie e frutti giallo arancio, cinorrodi di rose selvatiche di diverse specie, foglie di betulla dalle incredibili tonalità rosa, sorbo degli uccellatori, crespino dai piccoli frutti oblunghi, foglie di quercia e ginepro dalle piccole bacche bluastre, fronde gemmate.

Titolo: Fiori al Colle

Dimensioni: Cm.32x34

Anno: 2001

Descrizione: Fine luglio al Colle del Sestriere. Centaurea, potentilla, erigeron alpino, garofanini, mirtilli: il tutto in uno scampolo di prato davvero minimo a testimoniare come la natura sia generosa di forme, colori e profumi. Piccoli miracoli per chi li sa scoprire e apprezzare.

L’Allium cepa

Titolo: Pittoriche cipolle

Dimensioni: Cm.61x46

Anno: 2004

Descrizione: L’Allium cepa, insieme all’Allium porrum e all’Allium sativum e cioè cipolle, porri e aglio fanno parte dell’alimentazione umana fin dall’antichità. E sono belli da vedere. La cipolla, per esempio, nelle sue diverse varietà, offre all’artista spunti davvero notevoli: il colore che spazia dal bianco, al biondo, al rossastro, al bordò; la forma: tonda, piatta, oblunga. Interessante osservarle “in sezione” tagliate per traverso, per lungo oppure a spicchio. Se poi sono dipinte con i loro fiori, i loro porta semi e due anemoni rossi il ritratto è di ottimo effetto… così vere, le nostre cipolle, da sentirci bruciare gli occhi per gli aromi volatili che scatenano la lacrimazione.

Galium verum

Titolo: Declinazioni dorate

Dimensioni: Cm.38x49

Anno: 2001

Descrizione: Galium verum, verbasco, barba di becco (Tragopogon pratensis) iperico, cicorie, sono i principali elementi ritratti in questo spicchio di prato montano. Possiamo leggere la collocazione e il periodo di fioritura attraverso il ramo di pino: le nuove fronde si stanno appena sviluppando e gli aghi hanno tonalità verde chiaro. Siamo all’inizio dell’estate, estate ricca di essenze utili. Il caglio, dai minimi fiorellini, può essere impiegato nell’arte casearia, serve infatti per cagliare il latte; la barba di becco, quando è ancora tenera è ottima cucinata come gli spinaci ed è ricca di sali minerali; l’Hypericum perforatum, comunemente chiamato scaccia diavoli, nel Medioevo, era ritenuto utile addirittura per tenere lontani gli spiriti maligni.

Acacia dealbata

Titolo: 8 marzo

Dimensioni: 35,5x45,5

Anno: 2011

Descrizione: Un ramoscello di mimosa, beneaugurante e allegra, per ogni donna al limitare dell’inverno. L’Acacia dealbata vuole sole e calore per crescere e offrire una esplosione di soffici palline gialle, leggermente profumate e cariche di polline. Originaria della Tasmania è conosciuta nei nostri giardini da metà ottocento e da allora ha cominciato a far parte del paesaggio mediterraneo. È particolarmente scenografica l’immagine di grandi masse dorate mosse dal vento qua e là tra argentei ulivi.

Bellis perennis

Titolo: Omaggio a Virgilio

Dimensioni: Cm 41x31

Anno: 2011

Descrizione: Vanno a cercare il sole ruotando i capolini candidi, appena sfumati di rosa; generose nelle loro fioriture, si accontentano di terreni poveri e un po’ calpestati. Bellis perennis, lo dice il nome, “belle e indistruttibili”… ma non sopportano chi fa loro ombra, fossero anche semplici fili d’erba. Per vederle rifiorire, prima delle forti calure estive, basta passare il tosaerba: dopo pochi giorni eccole nuovamente, cariche di fiori e boccioli, mentre le foglie, disposte a rosetta, fanno corona coprendo il suolo di un bel verde non troppo intenso. La loro apparente semplicità ha incantato anche Virgilio duemila anni fa.

Bergenia

Titolo: Fiori di San Giuseppe

Dimensioni: Cm.31x46

Anno: 2011

Descrizione: L’inverno ha arrossato i bordi delle foglie, ampie e coriacee, facendo sembrare ancora più smaglianti le tonalità rosa, più o meno intense, della Bergenia in fiore tra San Giuseppe e Pasqua. Esistono anche varietà bianche o rosso magenta, la più comune, di maggior effetto, è quella ritratta. Molto rustica si adatta a situazioni difficili: poca acqua, poco o troppo sole. Noi l’abbiamo voluta accostare a rose pallide di serra, a bacche di iperico ed a rustici rami di nocciolo comune (Corylus avellana). Sono proprio i rami di nocciolo carichi di amenti gonfi di polline, con le Giuseppine a dirci che l’inverno è ormai passato, ma che non è ancora tempo di rose.

Ficus carica

Titolo: Dolcissima estate

Dimensioni: Cm 31x41

Anno: 2010

Descrizione: Fichi maturi, quasi dischiusi e grondanti sapori e profumi, ribes corallino fresco e invitante e nocciole pronte per essere raccolte e conservate: ritratto estivo di tentazioni dolci e irresistibili. Frutti che allietano le nostre tavole da millenni. Ficus carica, come le lucertole ama addossarsi a caldi muri esposti al sole, dopo di che sarà generosissimo di frutti per lunghi mesi. Il ribes coltivato è una varietà a cui, nel tempo, ne sono state esaltate le caratteristiche dolce-acidulo, aumentandone la produttività e la dimensione delle bacche coralline. Sono oramai rari i cespuglietti di Ribes vulgare e di Ribes uva-crispa (uva spina) selvatici mentre erano ancora ben presenti sul nostro territorio nei primi anni del novecento, ce lo raccontano bisnonni e trisavoli. Facile invece trovare, allo stato spontaneo, il nocciolo (Corylus avellana) anche se difficilmente riusciamo a gustarne i frutti: di solito scoiattoli e altri piccoli animali del bosco ne fanno provvista prima.

Echinops ritro

Titolo: Dove volano le api

Dimensioni: Cm 30,5x45,5

Anno: 2011

Descrizione: È incredibile il ronzio e il via vai che si forma attorno a semplici palline azzurre. Eppure un motivo c’è: il cardo pallottola è un agglomerato di tanti, minuscoli fiorellini tubolosi al cui interno è racchiuso dolcissimo nettare e le api ne fanno scorta con infinita pazienza. L’Echinops ritro ama esposizioni soleggiate e terreni aridi, soddisfatte queste due esigenze è prodigo di fiori e quasi indistruttibile. D’estate sono le api a godersene la generosità, in inverno arredano efficacemente gli ambienti domestici: basta avere l’avvertenza di raccoglierne i capolini un attimo prima che dischiudano i mille fiori, farli essiccare velocemente in ambiente asciutto e ben arieggiato, schiariranno appena un po’ mantenendo tutto il loro fascino. Nell’acquerello che li ritrae volano liberi nell’aria quasi come api riconoscenti; pigne di larice e un ramo di pino carico di licheni ne fissano il contesto in cui sono stati raccolti: intorno ai mille metri, altezza dove oggi è più facile trovarli, anche se possono crescere, in egual misura, a bassissima quota.

Hippeastrum

Titolo: Hippeastrum

Dimensioni: cm.35,5x51

Anno: 2007

Descrizione: L’Hippeastrum è una splendida bulbosa, originaria del Sudamerica a fioritura invernale. Normalmente conosciuta come amarillis, semplicemente, non va confusa con l’Amaryllis belladonna, abbastanza simile, decisamente più rustica, che fiorisce in estate ed è proveniente dal Sudafrica. Pianta velenosissima è usata per un estratto mortale in cui le tribù locali immergerebbero le frecce. L’una e l’altra specie, ma in particolare gli Hippeastrum, hanno stimolato gli ibridatori che ne hanno ampliato la gamma dei colori e della forma proponendoli, negli ultimi anni, anche a fiore doppio.

Orchis maculata

Titolo: Generose orchidee

Dimensioni: Cm 36x61

Anno: 2010

Descrizione: Nell’immaginario di chi si accosta senza particolari attenzioni al mondo botanico vien da pensare che le orchidee siano fiori esotici e particolarmente costosi. È vero solo in parte perché in realtà esistono innumerevoli varietà di orchidee europee, alcune molto protette perché in via di estinzione, altre piuttosto comuni e anche molto belle come quella ritratta: è l’Orchis maculata dai fiori rosa pallido con striature decisamente più intense; le foglie hanno macchie rossastre sulla pagina superiore, il portamento è slanciato, amano prati freschi e ricchi di humus. È da sempre diffusa in tutt’Italia.

Titolo: Edera e rose

Dimensioni: Cm.41x61

Anno: 2011

Descrizione: Edera variegata e rose bianche, sontuose, forse bouquet da sposa. Due elementi soltanto che legano fortemente tra di loro e sono resi con pochissime cromie. Due soli elementi ma fortemente simbolici. L’edera può rappresentare sentimenti di tenacia e di fedeltà indiscussa e indistruttibile. La rosa bianca così aperta e voluttuosa è nello stesso tempo simbolo di desiderio e castità intellettuale. Le bacche simbolo di fertilità. L’osservatore attento noterà alcuni particolari: l’opera è stata dipinta sul finire dell’inverno: lo si può dedurre dai bordi delle foglie maschili dell’edera, leggermente arrossate dagli sbalzi termici invernali e la presenza delle bacche, sempre di edera, che però sono prodotte all’apice di rami femminili le cui foglie romboidali differiscono profondamente da quelle maschili qui ritratte.

Cyclamen purpurascens

Titolo: Ciclamini e bacche

Dimensioni: Cm 33x50

Anno: 2011

Descrizione: Nei nostri boschi di latifoglie, faggete in particolare, con qualche fortuna, guidati magari dal lieve profumo, possiamo scoprire, in autunno, piccoli ciclamini: Cyclamen purpurascens piccini, piccini punteggiano di rosa il suolo fresco. I ciclamini detestano il caldo e il pieno sole, amano temperature fredde, anche gli ibridi che tutti conosciamo. In inverno possono sopportare escursioni termiche prossime allo zero, perfetti dunque per balconi riparati e per interni non riscaldati. Il mercato ci offre molte varietà e colori ad eccezione dei gialli e degli azzurri. Sempre molto belli ed eleganti quelli bianchi. La tavola che li ritrae è stata realizzata con colori a tempera, più o meno coprenti in quanto la scelta pittorica è stata quella di partire da un foglio colorato, impensabile dunque utilizzare gli acquerelli.

Carlina corymbosa

Titolo: Ricordando l’estate

Dimensioni: Cm 50x66

Anno: 2011

Descrizione: Raccolti in estate per arredare la casa quando fuori nevica. Molto belli ma soprattutto indistruttibili. Ecco dunque piccoli soli dalle foglie pungenti: si tratta di Carlina corymbosa; Fiori dai petali bianco argento e foglie ispide? È la Carlina acaulis comunemente chiamata carlina bianca. Poi pallottoline azzurre di Echinops ritro, e la spettacolare Regina delle Alpi, Eryngium alpinum, color ametista. Regina delle Alpi: è veramente “regale” il capolino altero contornato da brattee raggianti che possiamo osservare, sempre più raramente spontanea sulle nostre montagne tra i 1500 e i 2000 metri. Ammirare, fotografare, proibito raccogliere: è pianta protetta. Abbastanza facile da coltivare è comune negli orti e giardini di montagna.

Titolo: Il miracolo delle rose

Dimensioni: Cm.50x66

Anno: 2011

Descrizione: Per gli abitanti di Bene Vagienna è la loro patrona: Beata Paola, Signora di Bene. Per la storia è Paola Gambara, 1473-1515, sposa del conte Costa, malvagio signorotto locale. Tanto cattivo lui, quanto ricordata per l’assoluta dedizione alla famiglia e al marito, sopportando offese e umiliazioni continue, lei. Infelice moglie, sempre e comunque disponibile alla carità verso il prossimo, sorretta da fede incrollabile. Si narra che un giorno la Contessa stesse distribuendo, al gelo invernale, caldo pane ai poveri. La vide il marito che intervenne duramente vietando qualsiasi gesto di carità. La sposa chinò il capo in segno di ubbidienza. In quell’attimo il pane fragrante, ancora da distribuire, si tramutò in candide rose profumate. Ispirate a questo miracolo e dedicate alla Signora di Bene sono le rose, in parte trattenute da rami di rovo carichi di spine uncinate a significare sofferenza terrena, in parte libere e leggere per volare nell’aria, rose immateriali, simbolo di santità e purezza d’animo.

Sempervivum tectorum

Titolo: Portafortuna

Dimensioni: Cm 23x31

Anno: 2010

Descrizione: Sempervivum tectorum, Greci e Romani lo ponevano sul tetto di casa come portafortuna… con qualche buona motivazione: per vivere gli basta un velo di terra che s’aggrappa alle tegole, non soffre il caldo e neppure la sete, sopporta il gelo, il vento, la pioggia e la neve, strappato dal suo habitat ed abbandonato senza cure continua a vegetare per mesi. Il semprevivo è bello quando mostra i suoi fiori rosei o purpurei e non meno affascinante è per tutto il resto dell’anno: la disposizione delle sue rosette fogliari dalla perfetta simmetria va a formare carnose rose verdi: davvero incantevole questo portafortuna!

Melampyrum arvense

Titolo: Sinfonie rosa

Dimensioni: Cm 31x41

Anno: 2010

Descrizione: Cicerchia campestre, cespuglietti di timo fragrante, trifoglio, spigarole porporine (Melampyrum arvense) e altre piccole erbe fiorite: pennellate rosa ritraggono, a giugno, alcune erbacee presso i margini di un prato piuttosto arido e assolato. Declinazioni di rosa e verde pallido fissano sul foglio - e nella memoria - le spighe di Lathyrus sylvestris e i suoi primi baccelli gonfi di semi commestibili, bella e robusta leguminosa conosciuta fin dai tempi antichi; minimi segni e gocce di colore dipingono l’immagine di Thymus pulegioides, rosa vividi e spruzzi d’oro raccontano efficacemente la leggerezza e originalità del Melampyrum arvense. Armonie di segni e colori che evocano altre coralità di suoni e profumi.

Paeonia suffruticosa

Titolo: Peonie

Dimensioni: Cm. 42x37

Anno: 2010

Descrizione: La Paeonia suffruticosa offre fiori assolutamente splendidi e rimane di grande effetto decorativo anche in seguito. È di origine cinese ed è molto rappresentata dagli artisti orientali, nella pittura e nella poesia. Ancora oggi è un ottimo stimolo pittorico: l’acquerello, con le sue affascinanti trasparenze ci permette di raccoglierne tutta la bellezza.. In Europa il primo esemplare di Peonia fu donato al re inglese nel 1794 ma solo nel 1814, alla Corte di Francia, diventò di gran moda e in seguito immessa in tutti i grandi giardini europei. Fiorisce in aprile, anticipando le rose. La peonia arborea ha crescita lenta, non è rifiorente e raramente profuma, in compenso è longeva, adattabile a ogni terreno e non teme il gelo. In qualche vecchio giardino si possono ammirare esemplari ormai centenari: sono un vero spettacolo.

 

 

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